GP BAKU 2017, DEMOLITION DERBY

Il tracciato più noioso del calendario ci regala la gara più sorprendente fino ad oggi con un podio difficilmente ripetibile.

Il GP di Baku 2017 inizia col botto. Alla prima curva le due Ferrari si sfiorano e alle loro spalle un Daniil Kvyat rientrante in pista a seguito di una divagazione nella via di fuga fa scartare il compagno di squadra Sainz mandandolo in testacoda. Fino a qui ancora nessun danno alle vetture. come non detto; in curva due il demolition derby finlandese che prosegue da un po' di anni continua con Kimi Raikkonen che sorpassa Valtteri Bottas all'esterno andando a prendere la seconda piazza. Bottas però tiene l'interno, tocca il cordolo e "rimbalza" contro il connazionale danneggiando il fondo della Ferrari (guasto che costringerà in seguito Raikkonen al ritiro). Bottas fora l'anteriore destra perdendo posizioni su posizioni. 

Dopo pochi giri i due piloti della Force India iniziano un duello all'ultima ruotata con Ocon che mette a muro Perez obbligandolo al ritiro. Safety car in pista per i detriti. Qui commissari azeri ci dimostrano ancora una volta la loro aberrante lentezza, tanto che per rimuovere i frammenti delle vetture è necessaria l'esposizione della bandiera rossa. 

Come la Formula 1 ci ha abituati ultimamente la bandiera rossa diventa il pretesto per "spettegolare" di ciò che è avvenuto in pista. L'argomento del giorno è il contatto durante il regime di safety car tra Vettel e Hamilton (rispettivamente secondo e primo). L'inglese infatti frena prima della ripartenza per fare il cosiddetto elastico ed il tedesco lo tampona come non lo avesse visto. Oltre al danno la beffa. Vettel allora affianca Hamilton e gli da una sportellata che gli causerà 10 secondi di penalità oltre ad una figura da pollo dato che le immagini ci fanno presumere che Sebastian abbia quasi perso il controllo della sua monoposto nell'affiancare Hamilton per dirgliene quattro. Se in molti hanno inneggiato agli scontri tra Senna e Prost nei quali i due ne facevano di cotte e di crude, si può definire patetico il vedere questi due lamentarsi per radio l'uno dell'altro; se proprio dovete fare circo tanto vale che vi mettiate a muro e come Senna e Prost e poi ve ne andiate senza dire niente. Comunque, la bandiera rossa dà la possibilità a Raikkonen e Perez di rientrare in gara, anche se poi il finlandese si ritirerà a pochi giri dal termine a causa dell'impossibilità di segnare punti. 

Dopo la ripartenza la gara pazza non si limita al caos in pista ma anche a quello ai box; prima Kimi viene penalizzato perché la sua auto è stata toccata dagli uomini del cavallino al di fuori della fast lane e poi Hamilton è obbligato a rientrare ai box per cambiare il poggia testa che i meccanici non gli avevano fissato prima della ripartenza costringendo il povero inglese a guidare con il braccio occupato a bloccarlo perché non volasse via nei rettilinei. “Guidare con un braccio è sicurissimo” ha detto il responsabile delle comunicazioni della Ferrari, Alberto Antonini, in un modo alquanto sarcastico.

Con tutti i piloti in lotta per la vittoria costretti nelle retrovie per i motivi più svariati chi è balzato in testa? Daniel Ricciardo, che dopo il ritiro del compagno Verstappen  per problemi tecnici si è ritrovato a lottare per la vittoria con le Williams di Massa (poi ritirato) e Stroll. Sì, proprio quel Lance Stroll, che tra un guasto ed un incidente, ha stretto i denti negli ultimi giri per difendere il podio da Valtteri Bottas, in rimonta dopo lo scontro avvenuto in partenza e secondo all'arrivo grazie ad un sorpasso sul canadese proprio sul traguardo. Alla fine troviamo Ricciardo a conquistare la prima vittoria stagionale della Red Bull dopo un inizio di stagione pessimo e Lance Stroll che in due gran premi è passato da essere chiamato Disastroll ad essere il più giovane debuttante a podio in F1. Ai piedi del podio Vettel ed Hamilton che continueranno la loro battaglia dopo la gara a colpi di interviste.

Giacomo Costantin