LA MERCEDES DOMINA ANCORA E HAMILTON CALA IL POKER

(foto da MotoringResearch.com)
Domenica 26 novembre, alle luci del tramonto di Abu Dhabi, si è concluso il campionato del mondo di Formula 1 solamente con una gara di pura formalità. Infatti entrambi i titoli iridati erano già stati assegnati alla Mercedes: ad Austin quello costruttori e in Messico quello piloti nel weekend di gara successivo.
Il 2017 ha ancora una volta premiato la Mercedes in entrambi i titoli iridati, a dimostrazione del fatto che le Frecce d’Argento sono ancora il team da battere. Alla monoposto straordinaria si è aggiunto, e non è una novità, un Lewis Hamilton perfetto, che è stato protagonista assoluto della seconda parte di stagione.
Il pilota inglese tuttavia si è espresso molto apertamente nei confronti del suo rivale. Ecco le sue parole riportate da FormulaPassion.it: “Eguagliare il numero di titoli di Seb non ha un gran significato per me. Quando eguagli uno che è nella tua stessa era non significa tantissimo perché naturalmente io penso che avrei potuto farlo prima. Dentro di me ho la sensazione che se avessi avuto la macchina per lottare con lui in quei quattro anni in cui ha vinto i Mondiali la battaglia sarebbe andata come quella di quest’anno. Seb ha dei punti deboli e si vedono chiaramente in tv, non c’è bisogno di dilungarsi”. Il quattro volte campione ha voluto poi ripercorrere la sua storia in F1: “Se guardo indietro dal 2007 al 2016 credo che, cambiando alcune cose, avrei due titoli in più, soprattutto quello del 2007 è un Mondiale che avrei meritato. E un giorno magari vi dirò cosa penso sia successo davvero quell’anno”.
Dopo un periodo piuttosto buio, anche il finlandese, Valtteri Bottas, ha risposto alle critiche ottenendo una pole in Brasile e una vittoria più che meritata nell’ultimo episodio del campionato.
Un tramonto più amaro, invece in quel di Maranello, dove sogni e speranze di un mondiale più che alla portata si sono infranti in un trittico di gare asiatiche disastroso. Un inizio oltre alle aspettative per il Cavallino Rampante, che con Sebastian Vettel si trovava in testa al mondiale fino a metà stagione. Alla ripresa delle ostilità, a Spa-Francorchamps, il quattro volte campione del mondo ha tentato ripetutamente di impensierire Hamilton, ma senza ottenere un risultato. Dopo un magro terzo posto a Monza, dove Seb ha ceduto la leadership della classifica all’inglese, tre disfatte per il tedesco: Singapore, Malesia e Giappone, suo tracciato prediletto. Tre piste che si addicevano più alla Ferrari, che al team di Toto Wolff. Tuttavia a recitare un ruolo decisivo è stata sia la cattiva sorte sia un contatto con Verstappen e Raikkonen più che evitabile allo start del Gran Premio di Marina Bay. A Sepang e a Suzuka infatti, ha pagato la scarsa affidabilità della power unit causata da uno sviluppo troppo azzardato. Dunque, il turbo prima e una candela poi hanno spedito il titolo nelle braccia del numero 44. Nonostante la delusione però, a Sebastian non sono sicuramente mancate la grinta e l’orgoglio, dandone prova in Messico, dove si è guadagnato un quarto posto grazie ad una gara eccezionale, e in Brasile con una vittoria perfetta.
Un titolo iridato ormai stregato, che manca alla Ferrari dal 2007, quando fu Kimi Raikkonen a portare il trionfo a Maranello, e che pare sempre essere vicino, con Alonso prima e Vettel poi. Si vede però un sole sorgere per la Rossa, che durante questo mondiale ha fornito segni di netto miglioramento con 5 vittorie e 5 pole position, rispetto alla magra annata precedente senza nessuna vittoria e nessuna pole. Questo progresso in confronto alla passata stagione è stato consistente e merito di un gruppo di meccanici e ingegneri, molto affiatato e soprattutto umile. Riguardo a ciò e al paragone con le Frecce d’Argento, ha parlato Sebastian Vettel, come riporta FormulaPassion.it: “A tal proposito la Mercedes è stata più costante. I problemi che hanno avuto, penso al cambio all’inizio dell’anno, sono costati meno e sono successi di sabato o all’inizio del weekend. Nel complesso è stata una lotta e loro hanno fatto meglio, ma voglio ancora una volta sottolineare gli aspetti positivi per noi, i passi in avanti che siamo riusciti a fare, il modo in cui la squadra è cresciuta insieme. Non penso che si guardi sempre al quadro nel suo insieme, forse siamo meno espliciti di altri, ma alla fine facciamo il nostro lavoro ed è questo che ci ha portati qui. Se continueremo a farlo, sono sicuro che potremo trovarci in un posto migliore il prossimo anno.” Il tedesco ha poi proseguito: “Siamo migliorati enormemente quest’anno sulla macchina, il telaio è stato molto forte fin dalla prima gara. Dobbiamo dare grossi meriti al gruppo della Ferrari a Maranello, perché la macchina è stata sempre molto competitiva. Lo stesso vale per il motore, progressi enormi ma qua e là ci manca qualcosa, ci manca un po’ di potenza, qualcosa che dobbiamo trovare subito”.
Decisamente sottotono il cammino della Red Bull, in ombra fino al weekend malese. Ci sarà molto su cui lavorare dunque per il team di Chris Horner per competere con Mercedes e Ferrari, ma gli ultimi Gran Premi hanno lasciato intendere che la squadra austriaca non sarà di certo da sottovalutare per il 2018. Verstappen e Ricciardo risponderanno “presente” allo start della nuova stagione e daranno filo da torcere alle due scuderie che hanno dominato il campionato appena concluso.
La seconda parte di stagione ha visto anche il debutto e il trasferimento di alcuni piloti. La Toro Rosso infatti ha cambiato totalmente la line-up per il 2018 già durante le ultime gare di quest’anno: saranno il vincitore della 24 ore di Le Mans, Brendon Hartley, e il giovane Pierre Gasly a occupare entrambi i sedili. Ad Austin si è sancito in passaggio dello spagnolo Carlos Sainz dalla scuderia di Faenza alla Renault, con la conseguente partenza di Jolyon Palmer. Un’altra novità sostanziale sarà il cambio della motorizzazione Renault a quella Honda. In casa Williams è questa volta definitivo il ritiro dell’ex ferrarista Felipe Massa. Accanto a Lance Stroll ci sarà Sergej Sirotkin. Più stabili le situazioni in casa Force India, Haas e McLaren, le tre scuderie infatti manterranno probabilmente i sei piloti attuali. Finirà invece il calvario per il team di Zak Brown, che monterà l’anno prossimo un propulsore Renault, dopo la più che deludente esperienza con Honda. Una rivoluzione riguarda tuttavia il team di minor livello, la Sauber. Saranno infatti sostanziali i cambiamenti all’interno della scuderia. Sarà il giovane fuoriclasse e vincitore del campionato di Formula 2, Charles Leclerc, ad affiancare Marcus Ericsson, pilota attuale, che strappa ogni possibilità al terzo pilota Ferrari, Antonio Giovinazzi. Ma non è tutto. Come riporta FomulaPassion.it, a motorizzare il team svizzero sarà sempre la Ferrari, ma l’Alfa Romeo fungerà da title sponsor. Un ritorno storico quello del Biscione, che a 30 anni dall’addio tornerà ad esibirsi sul palco della Formula 1 come Alfa Romeo Sauber F1 Team.
Alessandro Cendron