Nella Tana del Toro
Eh già,
domenica scorsa siamo andati a casa dei bibitari, al Red Bull Ring dove si è
tenuto il round austriaco del ELMS, l'European Le Mans Series. Se da un lato lo
svegliarsi alle 5 del mattino lascia parecchio storditi, dall'altro la vista
dei cartelli stradali con la scritta Red Bull ci ha risvegliati di colpo dopo
400Km passati perlopiù a dormire. Per quelli come noi che non erano mai stati a
vedere una gara all'estero è stata una bella sorpresa. Niente ore di colonna
come davanti alla Villa Reale di Monza, niente parcheggi in mezzo al fango a
kilometri di distanza dall'autodromo e niente tribune abbandonate a loro stesse
come alla curva Tosa ad Imola. Giunti sul posto abbiamo visto
"spuntare" in mezzo alla vallata l'autodromo nello stesso posto dove,
pochi kilometri prima, sorgevano paesini con una decina di case. Il parcheggio
sopra citato non è altro che la vecchia curva 1 (Hella-Lichte), quando il
tracciato era di quasi 6Km. Da lì si raggiungono facilmente le tribune della
Castrol Edge e camminando un po' quelle della Remus, oltre naturalmente al
paddock, il cui accesso era libero per i fan. La prima cosa che abbiamo fatto è stata
fiondarci alla sessione autografi in pit lane dove i ragazzi del Cetilar
Villorba Corse, che noi eravamo andati a supportare, ci hanno accolto
salutandoci calorosamente, un po' perché sono un team della nostra zona ed un
po' perché ero attrezzato con maglietta e cappello "Villorba". Come
ogni anno i piloti di tutte le scuderie si sono dimostrati molto gentili con
tutti, anche chi come Minassian, Lapierre, Niki Thiim e Math Griffin corre o ha corso nel WEC. Molto simpatico ed attivo nell'intrattenere
la gente Mark Patterson che si dilettato nel ritrarre chiunque gli passasse
davanti.
Dopo la sessione autografi siamo corsi in tribuna per assistere alla
gara 2 della Formula Renault 2.0 Euro Series dalla tribuna della Castrol Edge
che ha preso il via alle 11:30. Sono stati 25 minuti +1 giro molto divertenti
che ci hanno regalato la bellezza di 3 safety car. I contatti non ci hanno
rovinato l'esperienza grazie alla velocità nel rimuovere le vetture incidentate
da parte dei commissari. Una cosa che mi ha colpito piacevolmente è stata la
disposizione delle tribune dalle quali si vedeva sempre molto bene, senza reti
o cartelloni pubblicitari ad ostruire la visuale come spesso capita in Italia.
Dalla Castrol Edge si vedeva quasi tutta la pista, come ad Adria, incredibile
se pensiamo che il Red Bull Ring è lungo quasi il doppio di Adria. In attesa
della partenza dell'ELMS alle 13:00 ci siamo fatti un giro per il paddock e per
la struttura. Fantastico lo shop che più che un negozio è un vero è proprio
museo, con locandine storiche del gran premio di F1, hall of fame dei piloti
che hanno fatto la storia del tracciato, replica della pista in miniatura, auto
e moto in esposizione come una Red Bull RB13 ed una Toro Rosso che prese parte
alla stagione di F1 del 2014, oltre alla Red Bull con la quale Mark Webber
corse nel 2010. Oltre alle F1 erano presenti vetture come la Toyota Camry
NASCAR facente parte del parco auto a disposizione del circuito. Molto
suggestivo il toro realizzato con palle di vetro presente sempre all'interno
del negozio ed anche (ovviamente) il grande toro che svetta tra le curve
Schlossgold e Rauch. All'ingresso dell'autodromo, inoltre, sono presenti una
pista da Go Kart e le vetture con le quali si possono fare (pagando) alcuni giri
di pista quali KTM X-Bow, BMW Z4 GT3, Nissan 370Z ed altre ancora. Finalmente
alle 13:00 arriva il momento che aspettavamo da giorni la partenza della gara.
Vedere le vetture arrivare in parata per poi in lanciarsi in staccata alla
prima curva rimane un emozione che mi fa saltare sugli spalti anche se l'ho
visto molte volte.
La partenza è molto pulita, solo qualche sbandata e
testacoda nell'arco dei primi giri. L'Oreca del G-Drive Racing con Nic
Minassian al volante stacca tutti gli altri fin da subito. Alle sue spalle
segue l'altra Oreca del Dragonspeed con Lapierre alla guida. in terza piazza
giunge la Liger dell'United Autosport che comincerà da subito una rimonta che
la porterà in testa al termine della gara davanti alla vettura del G-Drive e del GRAFF Racing,
complici anche alcuni problemi tecnici che hanno costretto al ritiro la Vettura
del Dragonspeed proprio mentre era nelle posizioni da podio. United Autosport
che trionfa anche nella classe LMP3 (seconda categoria di prototipi che corrono
nell'ELMS). Nella classe GTE il primo posto va alla scuderia Spirit of Race e
alla loro Ferrari 488 che vedeva nell'equipaggio Math Griffin. Al terzo posto
l'Aston Martin Vantage V8 con Niki Thiim.
Peccato per i ragazzi del Villorba
Corse, che dopo una splendida rimonta di Giorgio Sernagiotto durante i primi
minuti di gara si erano ritrovati in quarta posizione sfruttando i doppiaggi
per rimontare dalla decima piazza dalla quale partivano. Durante lo stint di
Roberto Lacorte, però, il pilota subisce un contatto con una LMP3 finendo
intesta coda alla curva Schlossgold. Quando prende il volante Andrea Belicchi si
accorge subito di avere dei problemi e si lascia sfilare per poi rientrare ai
box, dove i meccanici si accorgono della rottura della sospensione anteriore
sinistra e così la vettura #47 è costretta al ritiro. Vorrei concludere
sottolineando come anche questa volta l'ELMS ci abbia regalato una bella gara
con tanti colpi di scena e soprattutto come la struttura del Red Bull Ring sia
modernissima, bellissima e neanche lontanamente paragonabile agli autodromi
Italiani.